Scansione 3D di una moneta medievale: digitalizzazione con Artec Micro II e replica 3D
La sfida: Digitalizzare e riprodurre un rarissimo mezzo denaro del XII secolo (14 mm, 0,38 g). Un reperto unico e fragilissimo dal valore di oltre 30.000 €, impossibile da esporre senza rischi.
La soluzione: Scanner 3D desktop ultra-preciso Artec Micro II, software di elaborazione Artec Studio, Stampa 3D e lavorazione CNC.
Il risultato: dal progetto è nato un gemello digitale per la conservazione scientifica e repliche fisiche destinate al museo, capaci di esaltare la complessa morfologia della moneta e renderne leggibile ogni dettaglio
Perché Abacus?: Come esperti in digitalizzazione 3D, la squadra di Abacus ha selezionato la precisione certificata ISO 12836 di Artec Micro II per catturare i minimi rilievi superficiali e la morfologia complessa della moneta. Grazie a un workflow integrato che va dalla scansione alla produzione digitale (CNC e Stampa 3D), Abacus ha trasformato un reperto inaccessibile in un’esperienza culturale protetta e condivisibile.
Un rarissimo mezzo denaro piacentino del XII secolo torna oggi visibile al pubblico grazie alle tecnologie di scansione 3D e digitalizzazione tridimensionale.
Foto fronte/retro del mezzo denaro piacentino custodito a Palazzo Farnese (PC)
La moneta, coniata tra il 1140 e il 1162 dalla zecca di Piacenza, era conosciuta dagli studiosi attraverso fonti storiche ma non era mai stata ritrovata fisicamente nel territorio italiano. Il primo, e finora unico, esemplare è stato recuperato durante gli scavi archeologici condotti a partire dal 2006 sul Monte Castellaro di Groppallo dall’archeologo Angelo Ghiretti, che lo ha successivamente inserito in una propria pubblicazione affidandone lo studio al numismatico Marco Bazzini.
Le dimensioni della moneta sono estremamente ridotte:
- diametro: 14 mm
- spessore: circa 1 mm
- peso: appena 0,38 grammi
Nonostante le dimensioni minime, il suo valore storico e numismatico è enorme: l’esemplare originale ha un valore stimato superiore ai 30.000 euro.
Oggi la moneta è conservata nel caveau di Palazzo Farnese a Piacenza, dove viene custodita per garantirne la conservazione. Tuttavia, proprio il suo valore e la sua fragilità rendono difficile l’esposizione diretta al pubblico.
La sfida: rendere visibile un reperto unico senza esporlo a rischi
Per consentire ai visitatori di ammirare questo reperto senza comprometterne la sicurezza, il Comune di Farini, attraverso il sindaco dott. Marco Paganelli e con il supporto della dott.ssa Anna Lorenzoni, ha deciso di ricorrere alle tecnologie di scansione 3D e riproduzione digitale.
L’iniziativa rientra nel progetto di valorizzazione culturale del territorio legato all’apertura del Museo di Groppallo, dove saranno esposti numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi della zona.
Su segnalazione della Soprintendenza, è stata quindi avviata una collaborazione con Abacus Sistemi CAD CAM, azienda specializzata in tecnologie 3D, scanner 3D professionali e digitalizzazione tridimensionale.
La soluzione: scansione 3D ad alta precisione
In accordo tra il Comune di Farini e Palazzo Farnese, e sotto la supervisione scientifica dell’archeologo Angelo Ghiretti, il reperto è stato temporaneamente prelevato dal caveau per essere sottoposto a una scansione 3D ad alta precisione.
Grazie all’utilizzo dello scanner 3D professionale (certificato ISO 12836) Artec Micro II, i tecnici Abacus hanno acquisito una grande quantità di dati geometrici e immagini ad alta risoluzione dell’oggetto.
Attraverso Artec Studio, il software di elaborazione dei dati ricevuti dallo scanner 3D, è stato quindi possibile ricostruire un modello digitale tridimensionale estremamente accurato, capace di riprodurre fedelmente ogni minimo dettaglio della superficie della moneta.
Questo processo ha permesso di ottenere il cosiddetto “gemello digitale” del reperto: un modello 3Dche può essere osservato, ruotato e ingrandito su schermo, facilitando lo studio scientifico e la documentazione senza la necessità di manipolare l’originale.
La digitalizzazione 3D rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico, permettendo di preservare digitalmente oggetti di grande valore.
Dalla scansione 3D alla replica fisica
Una volta ottenuto il gemello digitale, ovvero il modello 3D della moneta, Abacus ha potuto realizzare diverse repliche fisiche destinate all’esposizione museale.
Replica ingrandita con stampa 3D
La prima riproduzione è stata realizzata ingrandendo la moneta di cinque volte (scala 5:1) grazie alla stampa 3D.
L’obiettivo era permettere ai visitatori del museo di osservare chiaramente simboli, incisioni e rilieviche sull’originale risultano quasi invisibili a occhio nudo a causa delle dimensioni ridottissime.
La replica è stata successivamente rifinita e colorata per riprodurre l’aspetto dell’argento originale, consentendo una fruizione didattica e museale molto più efficace.
La stampa 3D consente di riprodurre con estrema precisione opere e oggetti, partendo da acquisizioni effettuate tramite scanner 3D ad alta risoluzione. Questa tecnologia permette di creare modelli tattili inclusivi, ideali per migliorare l’accessibilità nei musei e nei percorsi espositivi.
Grazie all’integrazione tra scanner 3D, software CAD e stampanti 3D, è possibile realizzare repliche fedeli da distribuire in più sedi museali oppure da utilizzare durante interventi di restauro, preservando l’opera originale. I servizi di stampa 3D offrono quindi soluzioni avanzate per la valorizzazione, la conservazione e la fruizione del patrimonio culturale.
Replica in alluminio lavorato CNC
Parallelamente è stata realizzata anche una riproduzione in scala reale (1:1) della moneta.
Questa replica è stata prodotta in alluminio tramite lavorazione CNC a controllo numerico, grazie alla collaborazione con Dental Four di Bobbio (PC).
Il modello 3D ottenuto tramite scanner 3D è stato utilizzato come base per la programmazione delle macchine CNC, dimostrando come le tecnologie di digitalizzazione 3D, reverse engineering e produzione digitale possano integrarsi perfettamente tra loro.
Il risultato: tecnologia 3D al servizio della storia
Le riproduzioni della moneta saranno esposte nel Museo di Groppallo, consentendo al pubblico di scoprire e comprendere meglio questo straordinario reperto medievale.
Il progetto rappresenta un esempio concreto di come le tecnologie di scansione 3D e modellazione tridimensionale possano contribuire alla tutela, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Grazie al lavoro di Abacus, un piccolo frammento d’argento del Medioevo è stato trasformato in un modello digitale e in repliche fisiche ad alta fedeltà, rendendo possibile condividere con il pubblico un reperto unico senza mettere a rischio l’originale.
Un perfetto incontro tra storia, archeologia e innovazione tecnologica, in cui lo scanner 3D e le tecnologie CAD-CAM diventano strumenti fondamentali per raccontare il passato e preservarlo per il futuro.
Fai clic col mouse o tap col dito per muovere il modello 3D
